Il medico può fare prestazioni “occasionali” senza possedere la Partita IVA?

Il medico può fare prestazioni “occasionali” senza possedere la Partita IVA?

L’art. 35 del Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (TUIR) dispone che coloro che intraprendono una professione devono farne dichiarazione all’Agenzia delle Entrate che attribuisce il numero di Partita IVA.
L’art. 67 dello stesso TUIR regolamenta i “Redditi Diversi” fra i quali compaiono anche i redditi occasionali, considerandoli prodotti da coloro che non svolgono abitualmente attività di impresa o di professione.
Di conseguenza, un professionista iscritto ad un Albo (com’è il medico) non può invocare la disciplina del “lavoro occasionale”, in quanto per i professionisti vale la regola dell’art. 35.
L’Agenzia delle Entrate, in più occasioni, ha sostenuto che un professionista iscritto ad un Albo non può mai dire di esercitare “occasionalmente” la professione, altrimenti non sarebbe iscritto all’Albo. L’iscrizione all’Albo, quindi, per l’Agenzia delle Entrate è indice di “abitualità” nell’esercizio della professione, tutto il contrario della “occasionalità”.
Per questo è fortemente raccomandato di evitare le prestazioni occasionali e, in casi estremi, limitarle solo a sporadiche e non programmate situazioni ai medici di famiglia. Altrimenti per il medico sarà arduo relazionarsi con l’Agenzia delle Entrate in sede di eventuali verifiche e controlli.
Molto meglio aprire la Partita IVA usufruendo dei regimi agevolati previsti dalla legge.

Potrebbero interessarti anche...

Comment on this FAQ

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *